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Editoriale

Bagarre su una conversione

di FABIO ROSSI e PIERSANDRO VANZAN
   

   Vita Pastorale n. 5 maggio 2008 - Home Page Molto è stato detto sulla opportunità del battesimo "solenne" di Magdi Allam in Vaticano. Una vicenda che richiede qualche riflessione.
 

Per ogni cristiano la conversione alla fede nel Cristo risorto e il battesimo conseguente di qualunque uomo o donna sono eventi che lo fanno gioire nella comunione dei santi. E questo non per una discriminazione rispetto a chi è ateo o ha una diversa fede religiosa, ma perché l’appartenenza a una stessa fede diviene appartenenza a una stessa felicità e speranza. Tali sentimenti non sembrano però aver caratterizzato la notizia del battesimo del musulmano Magdi "Cristiano" Allam, vicedirettore del Corriere della Sera, il quale nella notte di Pasqua ha ricevuto – direttamente dal Santo Padre – anche i sacramenti della comunione e della confermazione. In poche ore i media hanno scatenato polemiche sull’opportunità di quel gesto reso eclatante perché avvenuto nella notte di Pasqua e nella basilica vaticana.

Islamici moderati o estremisti, laici doc o laicisti arrabbiati, cattolici e intellettuali, nessuno ha fatto mancare la propria voce, con l’ovvio esito finale di generare confusione, volute strumentalizzazioni e forse anche inutili tensioni. Giova quindi una valutazione più serena.

La prima considerazione riguarda i dubbi e le perplessità sulle motivazioni di questa conversione: indagare, discutere e giudicare le ragioni per cui una persona decide di convertirsi appare operazione inopportuna, nella misura in cui quelle ragioni scaturiscono dalle profondità più intime di chi, illuminato da un dono che oltrepassa qualsiasi discorso filosofico, penetra nell’essenza stessa della fede. In questo caso poi lo stesso Allam, in qualità di giornalista e vicedirettore, ha con molto trasporto e chiarezza raccontato dalle pagine del Corriere della Sera il travagliato percorso che gli ha fatto abbandonare il proprio credo per abbracciare la fede cattolica, con tutte le conseguenze. Non dimentichiamo quanto egli già paghi, in termini di sicurezza, per essersi schierato in varie occasioni contro quella parte dell’islam che legge la religione coranica in chiave violenta e integralista.

Magdi Allam viene battezzato da Benedetto XVI in San Pietro il 22 marzo.
Magdi Allam viene battezzato da Benedetto XVI in San Pietro il 22 marzo
(foto AP/La Presse/Alessandra Tarantino).

In realtà, si sono piuttosto enfatizzate discussioni e polemiche sulla "forma" che questa conversione ha avuto. È stata uguale a quella di tanti altri uomini, musulmani e no? O non piuttosto un’eclatante ostentazione, da parte di Magdi Allam come della Santa Sede, di superiorità della Chiesa cattolica? Di qui la bagarre, spesso contraddittoria, ma che pone varie domande: anzitutto nei confronti dei protagonisti di questa vicenda. Dalle pagine del Corriere Allam si è premurato di ringraziare chi più ha contribuito alla sua conversione. I nomi sono tanti e di valore, per cui è ovvio domandarsi perché quella squadra non abbia perseguito una modalità di più basso profilo, caratterizzata da discrezione e normalità, come per qualsiasi altro giovane o adulto che ricevano quei sacramenti. In una nuova lettera aperta al Corriere, Allam conferma la forza e sincerità della propria conversione – e a nessuno è lecito sollevare dubbi, pena il violare quanto di più sacro c’è nella persona –, dove ribadisce la sua gioia per aver ricevuto il battesimo dalle mani del Santo Padre. Anche in questo caso, però, Magdi "Cristiano" Allam dimentica che non a tutti i musulmani convertiti al cattolicesimo è stato dato di celebrare una tale iniziazione di fronte al Sommo Pontefice, e ancor più che egli non è un "cristiano qualunque", bensì il vicedirettore del più importante quotidiano italiano, con tutte le risonanze del caso. Soprattutto quest’ultima dimensione sembra giocare un peso decisivo, per le sue passate posizioni nei confronti del mondo islamico: certamente coraggiose ma forse talvolta massimaliste. Il rischio infatti sta nel collegamento fin troppo diretto tra le posizioni assunte da Allam nei confronti dell’islam e la sua conversione celebrata in San Pietro. Proprio la maggiore esposizione della sua professione avrebbe dovuto suggerire – a lui catecumeno e soprattutto a quanti lo hanno preparato al battesimo – maggiore discrezione, insieme a una vicinanza più espressa nei confronti di tutti quei musulmani meno noti che, abbracciando la nuova fede, vivono in un clima di terrore e insicurezza.

Tale leggerezza o ingenuità si rimprovera pure alla Santa Sede. È infatti difficile ritenere che non fossero preventivabili, al momento di scegliere se battezzare o meno Allam proprio nella notte di Pasqua nella basilica di San Pietro, quali conseguenze mediatiche e reazioni anche politiche tale scelta avrebbe comportato.

Viene da chiedersi se un evento pressoché quotidiano in tutte le chiese cattoliche non sia diventato motivo di facili strumentalizzazioni, mortificando l’importanza che ha questa e ogni altra conversione. La precisazione operata dal portavoce del Vaticano, padre Lombardi – ricordando che «l’accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa condividerne le idee» –, avvalora l’auspicio di quanti sperano che alla conversione segua un altro mutamento in Allam: l’ammissione dell’esistenza, accanto a quello fanatico e violento, di un islam moderato e aperto al dialogo.

Fabio Rossi e Piersandro Vanzan

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