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LA STORIA DELLA STAMPA PERIODICA CATTOLICA

Perché ogni pastore
sia un
Bonus Pastor

di MAURO FORNO
   

   Vita Pastorale n. 5 maggio 2008 - Home Page Foto Archivio storico San Paolo.Nell’elenco delle riviste, che hanno fatto la storia della stampa cattolica italiana, non poteva mancare la nostra, Vita Pastorale. Al professor Forno abbiamo chiesto di tracciarne un breve profilo, nello stile degli altri articoli della serie. Purtroppo la documentazione più antica è spesso lacunosa, così come è incerta la data d’inizio delle pubblicazioni. È però il periodico in cui il beato Giacomo Alberione (nella foto) ha profuso le sue prorompenti energie. Rivolto ai parroci, intendeva rendere viva e armonica la loro missione pastorale. Ancora oggi vuol essere e confermarsi un solido supporto per il clero e gli operatori pastorali.
  

Le origini di Vita Pastorale non sono del tutto certe. Tutte le ricerche sino ad oggi compiute per reperire i primi numeri della rivista non hanno infatti dato i risultati sperati. Se rimaniamo sul terreno delle ipotesi, possiamo affermare che Vita Pastorale nasce probabilmente nel novembre o nel dicembre 1912 – dunque ancora prima della fondazione della Famiglia paolina – con la forma del bollettino a cadenza irregolare. A tale data si risale del resto anche se si va a ritroso negli anni, a partire dall’attuale numerazione. Il suo debutto come rivista vera e propria dovrebbe invece risalire al 1916.

Come scrive il suo fondatore, don Giacomo Alberione, Vita Pastorale si propone diversi "intendimenti", ma tutti in gran parte riassumibili «in un unico fine: che ogni pastore sia un Bonus Pastor, modellato sopra Gesù Cristo, che si fece forma nostra».

Inizialmente stampata dall’editore Marietti, la rivista vuole essere una guida diretta e accessibile per gli operatori pastorali, capace di rendere viva, apostolicamente feconda e armonica la missione sacerdotale. Proprio questa ricerca di armonia si esprime compiutamente in un intervento pubblicato da Alberione sul numero del gennaio 1921, tratto dagli Appunti di teologia pastorale. Incentrato sulle relazioni tra "parroco e parroci", esso sottotitolo: Per favorire la concordia. Per evitare la discordia.

La presenza di don Alberione

Per tutti gli anni Venti, Vita Pastorale si autodefinisce «rivista per la pratica del ministero pastorale», ma di fatto con una cadenza mensile. A dirigerla e a compilarla in gran parte, senza peraltro quasi mai comparire come autore, è proprio don Giacomo Alberione.

Se ci si sofferma anche solo brevemente sullo stile e i contenuti dei principali articoli, non si matura alcun dubbio su questa circostanza. Vita Pastorale è anzi, fra tutte le riviste pubblicate dalla Società San Paolo, quella in cui la presenza di Alberione appare nei decenni più intensa e continua.

Il teologo di origini fossanesi vi propone alcuni dei modelli prediletti di azione sul campo (incentrati sulla diffusione della buona stampa e delle biblioteche cattoliche, sullo stimolo alle vocazioni, sulla promozione delle giornate del Vangelo), veicolati attraverso uno stile in genere molto attento alla sostanza e poco ricercato nella forma.

Durante la seconda guerra mondiale, come molte altre riviste e testate dell’Italia settentrionale, anche Vita Pastorale conosce un periodo di sospensione (dal 1944 all’inizio del 1946), prima di riprendere con rinnovato vigore le pubblicazioni.

Nel primo ventennio repubblicano Alberione vi riversa tanta della sua energia, firmando per ben 118 volte articoli ed editoriali. Nel frattempo, nel 1951, Vita Pastorale viene trasferita a Roma, dove resta per oltre un quarantennio (fino al 1984), prima di ritornare nella sua sede originaria di Alba.

Alberione compare ufficialmente come direttore del periodico – che nel 1955 ha ormai raggiunto una tiratura di 24.000 copie – fino al maggio 1960, quando gli subentra don Stefano Lamera. Ma anche dopo questo avvicendamento Vita Pastorale, pur avvalendosi della collaborazione di molti altri personaggi di spicco del mondo ecclesiastico e della cultura cattolica, risente in maniera significativa dell’influsso del suo fondatore, che le imprime «un solo spirito, un modus vivendi tutto suo proprio».

Alberione si premura anche di ribadire che Vita Pastorale resta una rivista prevalentemente rivolta ai parroci, nella quale «si riassumono le iniziative pastorali più utili; si dà un orientamento di perfezione per il sacerdote, si fanno sentire Voci dall’alto e Voci dal basso fuse in armonia costruttiva; si porta un qualche conforto a questo clero in cura d’anime, che è esposto a maggior pericoli e contraddizioni, sostiene più fatiche e richiami, compie il ministero più simile a quello di Gesù Cristo "hominum Salvator"».

Ragazzi della Scuola Tipografica, fondata da Alberione nel 1914, lavorano a Vita Pastorale.
Ragazzi della Scuola Tipografica, fondata da Alberione nel 1914,
lavorano a Vita Pastorale (foto Archivio storico San Paolo).

Un solido supporto per il clero

A distanza di molti anni dalla fondazione, il periodico rimane ancora oggi un solido supporto pastorale per il clero, confermandosi come una delle dieci riviste – fondate o promosse da Alberione – che sopravvivono e si stampano, oltre che per i lettori italiani, per quelli di altre cinque aree geografiche: Argentina, Brasile, Messico, Stati Uniti e Colombia-Ecuador.

Anche in anni recenti Vita Pastorale, pur subendo vari cambi di guida (nell’ultimo quindicennio, ha conosciuto le direzioni di Stefano Andreatta, Giuseppe Soro, Giusto Truglia, fino a quella attuale di Antonio Rizzolo), ha insomma continuato a tenere fede agli ideali originari del fondatore, pur accentuando progressivamente la sua impostazione di finestra attenta a quanto avviene nel nostro Paese e nel mondo.

In particolare essa, con il contributo di alcuni dei maggiori esperti nei vari settori, si è aperta a un ampio spettro di tematiche, sia nel campo sociale che in quello politico-economico.

Sugli aspetti ecclesiali, morali, teologici e sulle questioni riguardanti il diritto canonico e la liturgia (vale a dire su alcune delle sue tematiche predilette) la rivista offre periodicamente ampi e mirati dossier e articolate proposte di approfondimento.

Mauro Forno

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