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EDITORIALE

Sacerdoti, ringraziate con noi 
il Divin Maestro

di PIETRO CAMPUS
         

   Vita Pastorale n. 12 dicembre 2000 - Home Page «Una particolare luce venne dall’Ostia santa, maggior comprensione dell’invito di Gesù: Venite ad me omnes; gli parve di comprendere il cuore del grande Papa (Leone XIII), gli inviti della Chiesa, la missione vera del Sacerdote». Con queste parole don Giacomo Alberione rievocava nel 1953 la sua esperienza carismatica vissuta la notte del 31 dicembre 1900 (cf Abundantes divitiæ, 1971, nn. 13-15). In questa fine d’anno e di millennio, pertanto, la Società San Paolo e le altre istituzioni che formano la Famiglia Paolina celebrano il centenario di quell’illuminazione. Altri miei confratelli spiegano i termini e il significato di tale evento (alle pagg. 24-35), nonché le iniziative che saranno avviate. Da parte mia desidero soltanto dare testimonianza di una qualità particolare, mai venuta meno, anzi profondamente vissuta da don Alberione: la finalità "pastorale" di tutta la sua opera; la fedeltà a questo spirito, che animò fin dai primi anni il suo sacerdozio e che trasmise come "sacra eredità" a tutte le sue fondazioni.

La rivista Vita Pastorale ne è una prova. Chi conosce sommariamente la biografia del prete albese, e la confronta con i suoi interventi sul settimanale diocesano Gazzetta d’Alba e poi sulle pagine di VP, si rende conto del cammino da lui compiuto, a partire dal 1913. Dopo aver insegnato teologia pastorale in seminario e sperimentato la pastorale diretta in parrocchia, don Alberione decise di avviare esperienze pastorali nuove, fino all’impegno esclusivo di dedicarsi a un servizio più ampio e incisivo alla comunità ecclesiale, con una serie di fondazioni destinate a dotare la Chiesa di «nuove forme per esprimersi», come affermò di lui papa Paolo VI.

Le fondazioni iniziarono nel 1914, ma «Vita Pastorale era nata prima» affermò don Alberione, e «con intendimenti vari, ma riassunti in un unico fine: che ogni pastore sia un "Bonus Pastor" modellato sopra Gesù Cristo, che si fece forma nostra» (VP, marzo 1955, p. 33).

Questa rivista è una testimonianza e, al tempo stesso, un veicolo di servizio ai parroci, che don Alberione perseguì lungo l’intero arco della sua attività apostolica, a partire dall’esperienza carismatica del 31 dicembre 1900. «La mano di Dio sopra di me dal 1900 al 1960» egli confessò, quasi in un testamento spirituale, parlando ai suoi primi religiosi raccolti ad Ariccia nell’aprile 1960.

Si prova meraviglia ancor oggi, leggendo le proposte che egli rivolgeva ai parroci non solo piemontesi fin dagli anni ’20, mettendoli a parte di ciò che la Società San Paolo organizzava per offrire loro sussidi pastorali nuovi, dai catechismi divisi per classi ai bollettini parrocchiali, dalle bibliotechine ai programmi per i centri parrocchiali della buona stampa, dalle edizioni economiche della Bibbia per le famiglie ai programmi per le feste parrocchiali del Vangelo. Iniziative non puramente promozionali, ma di spirito pastorale: pensate, preparate con intenti di rinnovamento spirituale, come eventi di grazia, quali potevano essere la scoperta personale e la lettura familiare della parola di Dio; incontri accompagnati dall’assunzione dei sacramenti e conclusi con celebrazioni comunitarie. Esemplari in tal senso appaiono gli schemi di adorazione vespertina, con esposizione del Ss. Sacramento e del Libro sacro, con preghiere di riparazione e d’intercessione, con rinnovazione delle promesse battesimali aggiornate con l’inclusione di promesse riguardanti un uso cristiano delle Sacre Scritture in famiglia e l’esclusione delle fonti inquinate.

La fondazione dell’Unione Cooperatori Buona Stampa, approvata nel 1918 dall’allora vescovo di Alba, monsignor Francesco Re, divenne un centro motore e ispiratore per numerose sezioni parrocchiali della buona stampa, che si rivelarono strumenti di pastorale viva e aggiornata (cf UCBS 15 luglio 1921; L’Apostolato dell’Edizione, p. 359ss).

Ritengo utile ricordare oggi queste realtà, per invitare tutti i confratelli nel sacerdozio a ringraziare con noi il Divino Maestro, e per testimoniare loro che l’eredità pastorale del nostro fondatore sarà una guida illuminante per il nostro futuro, sempre al servizio della Chiesa.

Consapevoli della comprensione e della benevolenza di quanti finora ci hanno stimati e aiutati, assicuriamo che sarà nostro impegno interpretare e servire al meglio le esigenze dei pastori. Nei loro riguardi non verrà mai meno la nostra riconoscenza e amicizia.

Pietro Campus

Auguri!

Don Giacomo Alberione.A tutti i lettori un santo Natale e un felice inizio d’anno. Come l’Alberione trascorse la notte a cavallo di due secoli pregando e meditando su cosa fare per gli uomini del suo tempo, auguriamo che ogni sacerdote e operatore pastorale possa trovare "davanti" al Signore maggiore luce per il suo apostolato. 

la Direzione

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