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VERSO UN RILANCIO DELLA "NUOVA EVANGELIZZAZIONE" (1)

Orientamenti per le Missioni
al popolo

di MONS. ANTONIO MATTIAZZO, vescovo di Padova
      

   Vita Pastorale n. 2 - febbraio 1998 - Home Page L’avvicinarsi del Grande Giubileo dell’anno 2000 ha portato nella Chiesa italiana una vivace ripresa delle missioni al popolo e "con il popolo". Naturalmente, il modo di realizzarle rispetto al passato deve tener conto delle mutate situazioni socio-culturali e delle odierne esigenze pastorali. Monsignor Antonio Mattiazzo, vescovo di Padova, ha cercato di estrarre dal molteplice tesoro della vita ecclesiale «cose nuove e cose antiche» e ha ritenuto utile e opportuno elaborare per la propria diocesi alcuni "Orientamenti per le Missioni al popolo". Li sottoponiamo alla riflessione del vasto pubblico di evangelizzatori, con la fiduciosa certezza di rendere in tal modo un prezioso servizio anche a tutte le parrocchie d’Italia.

Natura, scopo e caratteristiche.
1. Gli orientamenti che seguono sono proposti alle parrocchie come un aiuto per realizzare la missione al popolo in modo appropriato alla situazione ed esigenze odierne.

2. La missione al popolo è una modalità specifica di annuncio straordinario della parola di Dio proclamata da evangelizzatori animati dalla forza dello Spirito e con mandato della Chiesa allo scopo di risvegliare e confermare la fede e di rivitalizzare la comunità cristiana.

3. Le missioni al Popolo hanno una lunga e feconda tradizione. Da molti secoli esse hanno svolto un prezioso servizio al risveglio della fede e della vita cristiana, portando frutti di rinnovamento, conversione e fervore. Esse rappresentano una forma e modalità specifica per realizzare l’essenziale vocazione della Chiesa a evangelizzare e operare un rinnovamento della vita di fede.

L’Esortazione Apostolica post-sinodale Catechesi tradendae rileva in proposito: «Le missioni tradizionali, spesso abbandonate troppo in fretta, e che sono insostituibili per un rinnovamento periodico e vigoroso della vita cristiana, bisogna appunto riprenderle e rinnovarle» (n. 47, in Ench.Vat./VI, p. 1245).

La missione fa sprigionare un insieme di energie umane e soprannaturali che nella pastorale ordinaria difficilmente vengono sollecitate. Nel nostro tempo in cui si avverte fortemente l’esigenza di una "nuova evangelizzazione" per ricostituire il tessuto cristiano delle comunità, le missioni al popolo costituiscono uno strumento da valorizzare sapientemente. La loro modalità dev’essere tuttavia ben ponderata per rispondere alle nuove situazioni socio-culturali ed esigenze pastorali.

È bene concepire la missione al popolo come un "evento straordinario" ma da innestarsi nella pastorale ordinaria per finalizzarla allo stile pastorale missionario.

4. Nell’intraprendere la missione al popolo è anzitutto necessario focalizzare chiaramente gli obiettivi. Primo obiettivo da proporsi è l’auto-evangelizzazione dei "praticanti"; solo a questa condizione la comunità potrà divenire evangelizzatrice a modo di fermento. Occorre inoltre studiare e approntare una strategia per avvicinare i "lontani" o non frequentanti. Sono da prendere in considerazione anche i "mondi vitali": scuola, ambienti di lavoro, strutture pubbliche (es. Ospedale).

Un momento della missione popolare tra i giovani della parrocchia San Filippo Neri di Roma, nel 1982.
Un momento della missione popolare tra i giovani
della parrocchia San Filippo Neri di Roma, nel 1982.

Le principali caratteristiche delle missioni al popolo. 5. Sono: a) l’annuncio kerigmatico della Persona di Gesù e della sua salvezza offerta a ciascuno, in un contesto di incontro, ascolto, dialogo con le persone; b) l’itineranza, che porta a incontrare le persone nel loro ambiente di vita quotidiana: casa, lavoro, mercato, la strada, scuole, istituzioni pubbliche, ospedale...; c) il carattere popolare: l’incontro e l’annuncio a tutte le categorie di persone e all’intera comunità, coinvolgendo tutto il paese, gli abitanti e l’opinione pubblica, con particolare attenzione alle caratteristiche socio-culturali del territorio.

6. I missionari-evangelizzatori possono e devono rappresentare tutto il popolo di Dio: presbiteri, diaconi, persone di consacrati nella sequela radicale di Cristo, laici singoli e coniugi; giovani e adulti; sani e malati. È un segno importante che l’équipe evangelizzatrice comprenda tutte queste categorie.

7. La preparazione alla missione è sommamente importante perché costituisce una condizione fondamentale per il buon esito della missione. Richiede una riflessione e cura particolare per impostarla nel modo più appropriato, fissandone gli obiettivi, i destinatari, il metodo, i percorsi. È opportuno fin dall’inizio prendere contatto con il "Centro diocesano per le missioni al popolo" per avere informazioni, suggerimenti, sussidi.

8. Per ben avviare e condurre la missione sono indispensabili l’adesione sincera e il coinvolgimento effettivo del Consiglio pastorale parrocchiale e di tutti gli altri operatori pastorali; se la missione ha un carattere vicariale, dei presbiteri, dei singoli Consigli pastorali e del Coordinamento vicariale. Si faccia pertanto in modo che le associazioni, i vari gruppi e movimenti, accolgano la missione, ne diventino parte attiva e cooperino in spirito di comunione ecclesiale e con spirito missionario.

È bene tener presente e vigilare perché ci può essere chi, per paure consce o inconsce, per latente sfiducia, scarso fervore o per altri motivi, manifesterà dubbi, critiche, disinteresse, e non sarà ben disposto ad accogliere la missione. Si entrerà con piena convinzione nello spirito della missione se essa sarà percepita, nella luce della fede, come un appello dello Spirito Santo e un dono da offrire al nostro popolo.

9. Meritano d’esser considerate con particolare attenzione due categorie difficilmente raggiungibili: i non praticanti e i giovani. Per loro vanno studiati modalità specifiche di invito, luoghi di incontro, proposte, contenuti, linguaggi.

10. La preparazione non sia né troppo prolungata (rischia di produrre tedio e di stemperare il senso di novità), né affrettata (rischia l’improvvisazione). In genere, è indicato un periodo di circa due anni, soprattutto allo scopo di ben preparare i fedeli laici evangelizzatori e di sintonizzare tutti i missionari sugli obiettivi, i contenuti, le modalità della missione.

11. Va scelto con cura il tema,espresso in una frase biblica o un motto. Risulta di grande efficacia far dipingere o scegliere una Icona ispiratrice, da esporre in chiesa e riportata nei vari documenti. Essa può diventare il soggetto di "lectio divina", di composizioni da parte dei ragazzi ecc.

12. Si curi l’annuncio della missione, presentandone con intelligenza la forma, la modalità, il contenuto, in modo che sia ben recepita nel suo aspetto positivo e susciti il desiderio di una nuova e forte esperienza di fede. Si faccia in modo che l’annuncio arrivi a tutti con i mezzi più opportuni, includendo istituzioni pubbliche, luoghi di lavoro, ecc. Si promuova la preparazione spirituale e l’intercessione (cf A. Mattiazzo, Annunciate il Vangelo ad ogni creatura, cap. 8). A questo scopo è bene comporre una preghiera speciale; proporre l’adorazione eucaristica, la recita del santo Rosario, un pellegrinaggio, ecc. I malati siano opportunamente invitati a pregare e a offrire le loro sofferenze per il buon esito della missione.

13. Può essere utile svolgere una inchiesta sociologica per conoscere meglio la realtà del territorio dal punto di vista religioso e sollecitare una riflessione pastorale su di essa.

14. Si esamini l’opportunità di articolare la parrocchia in vari settori, prevedendo per ciascuno l’animazione e la formazione di Centri di ascolto. Ciascun settore può avere un responsabile-animatore.

15. È importante scegliere un gesto di carità o un’opera di carità da realizzare come segno della missione.

16. Può essere opportuno e anche necessario nominare un Direttore o Coordinatore della missione assistito da un Comitato o Consiglio organizzativo e una segreteria operativa con funzioni di informazione, documentazione, coordinamento, gestione economica, ecc.

Segue: Orientamenti per le Missioni al popolo - 2

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